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Come Registrare un Marchio

La guida completa per registrare un marchio

Proteggere il proprio marchio non è importante solo per le grandi aziende. Esso serve, infatti, per la protezione del logo e del nome di un determinato prodotto o di una società. Se sei il titolare di un’azienda, registrare il tuo marchio è essenziale per evitare che qualcun altro utilizzi un segno uguale o simile a quello della tua attività commerciale. Molti possessori di ditte e presumono che la necessità di un marchio ci sia solo per grandi brand come la Coca Cola o Amazon. Non è affatto così!

Proteggere l’identità del proprio lavoro è possibile ed è utile per contraddistinguere i prodotti in modo tale che i clienti scelgano di comprare i tuoi articoli commerciali, piuttosto che quelli simili ai tuoi, ma copiati da altri. La procedura per la certificazione e l’approvazione di un marchio può essere abbastanza insidioso, ma seguendo alcuni passaggi non avrai bisogno di chiedere la consulenza ad un esperto. Ecco la guida completa su come registrare un marchio.

I passaggi da seguire per registrare un marchio

 

1. Per prima cosa, si inizia con la ricerca del marchio che si vuole proporre, il quale deve essere esclusivo. Il marchio scelto, infatti, viene verificato per poter essere sicuri che lo stesso nome non sia già stato preso da chiunque altro sul mercato. Dunque, anche i disegni non possono essere uguali a quelli di altri marchi in circolazione, altrimenti verranno rifiutati.

2. Adesso è il momento della creazione di una domanda di marchio. Questa domanda deve essere depositato dagli avvocati, ma il modulo di autorizzazione deve essere firmato da te. Tutto ciò è possibile solo una volta che venga accertata l’unicità del design del marchio. Il costo per il deposito della richiesta di registrazione del marchio è pressoché uguale sia se la procedura viene effettuata online e sia per quella in ufficio. Il marchio può essere depositato da un consulente accreditato oppure da un avvocato. Presso il portale SubitoAvvocato.it  potrai registrare il tuo marchio a soli 149€ + iva! Cosa stai aspettando? Acquista la registrazione di un marchio nazionale al seguente link!

3. Segue l’ultimazione della domanda di marchio, che, una volta completata, l’ufficio dei marchi provvederà ad esaminarla. Per maggiori informazioni puoi trovare il sito dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi qui. Il marchio da presentare non deve avere nessuna similitudine con altri loghi, altrimenti il dipartimento potrebbe fare delle obiezioni su quello che vuoi registrare. La stessa cosa avviene anche nel caso in cui questo rappresenti un oltraggio per qualcuno, oppure se presenta delle scritte volgari. In tale ipotesi, l’Ufficio che si occupa dei marchi potrebbe persino rifiutarlo.

Se, invece, la procedura va a buon fine, il registro pubblica un annuncio sulla Gazzetta dei marchi. Da questo momento, se qualcuno ha delle obiezioni da fare sul tuo marchio, ha a disposizione un periodo di 4 mesi.  Nel caso nessuno rivolge delle critiche nei confronti del marchio depositato, allora potrai godere della tutela esclusiva sul marchio.

Dove registrare il proprio marchio

Per ottenere la protezione migliore, bisogna decidere in quale territorio conviene registrare il marchio della propria azienda. In Italia, nell’Unione Europea o in un altro Paese internazionale.

Registrazione marchio in Italia

Un elemento molto importante da prendere in considerazione quando si deve registrare un marchio è il pagamento delle tasse. L’Italia è uno tra quei paesi con la tassazione più bassa. Le tasse di registrazione per una sola classe ammontano in 177 euro e, una volta versate, valgono per 10 anni.

Registrazione marchio nell’Unione Europea

Il vantaggio di un marchio europeo è che può essere registrato, trasferito e dichiarato per la totalità della Comunità. Solo le persone con la cittadinanza o il domicilio in uno degli stati membri possono essere legittimati alla registrazione. Le tasse da pagare, in questo caso, aumentano e possono arrivare anche ad 800€.

La domanda di registrazione deve essere presentata presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), il quale si trova in Spagna. Il modulo necessario per depositare la domanda di registrazione è possibile scaricarlo da Internet. Il marchio europeo ha una validità di 10 anni e conferisce il diritto esclusivo al titolare. Alla sua scadenza può essere rinnovato per un ulteriore decennio. Esso però, se non utilizzato per cinque anni consecutivi, decade e non potrà più essere utilizzato in nessun territorio dell’UE.

Registrazione marchio all’Estero

Non esiste un tipo di marchio valido in tutto il mondo. Ma se hai la necessità di registrare il tuo marchio in più Stati esteri, che non si trovano nell’UE, allora il marchio internazionale è quello che fa per te. Con questa definizione si indicano quei marchi depositati in più territori che hanno aderito all’Accordo di Madrid, il quale appunto regolamenta la registrazione di un marchio in due o più Nazioni.

L’ente incaricato della gestione delle registrazioni di marchi internazionali è il World Intellectual Property Organisation (WIPO). La procedura è molto complessa, pertanto è consigliabile procedere con l’aiuto di un esperto. Per quanto riguarda la durata e il rinnovo, valgono le stesse regole del marchio europeo. La tassazione, naturalmente, aumenta e può arrivare a superare i 900 euro. In linea di massima, il periodo necessario per ultimare la procedura va dai 12 ai 18 mesi, in quanto è in questo arco di tempo che gli stati possono accettare o rifiutare la domanda.

 

I vantaggi della registrazione di un marchio

Oltre ad attribuire dei diritti esclusivi al proprietario, la registrazione di un marchio ne consente anche la sua protezione. Questo è fondamentale nel caso di contestazioni o conflitti con altri soggetti. Il rischio primario per chi non registra il suo marchio è che gli investimenti fatti possono essere compromessi da altri soggetti, che magari vorrebbero fare del tuo marchio un uso non autorizzato.

La vendita di un prodotto o di un servizio può essere danneggiata dalla concorrenza di altre imprese che potrebbero adottare un marchio simile al tuo e pertanto confondendo i clienti facendoli comprare altra merce diversa da quella del fornitore reale.

Tutto ciò, non solo danneggia gli incassi dell’impresa che non registra il marchio, ma indebolisce anche la sua immagine e la sua reputazione, perché spesso i prodotti venduti dai concorrenti sono spesso di qualità inferiori agli originali.

La valorizzazione del marchio
La registrazione di un marchio non ha solo la funzione di protezione, ma potrebbe essere vista anche come una fonte di profitto. Un marchio, infatti, ha comunque di per sé un valore commerciale. La proprietà del marchio  può, dunque, essere monetizzata e costituisce un capitale. Pertanto lo si può sfruttare anche economicamente tramite la concessione di licenze nei confronti di altri produttori.

Registrare un marchio d’abbigliamento

Sicuramente, i brand d’abbigliamento fanno parte della categoria delle aziende che hanno più necessità di registrare un marchio. Se sei un designer di vestiti, uno stilista o comunque un manager di un’impresa di moda, è fondamentale per te capire come registrare un marchio di abbigliamento. La scelta migliore, in questo caso, è quella di affidarsi ad uno studio specializzato in materia, in grado di proteggere la tua attività e il logo della tua marca d’abbigliamento.

Prima di tutto, bisogna dire che un marchio non vale dappertutto, bensì solo nelle “classi” in cui è registrato. La scelta della categoria merceologica è obbligatoria, in quanto, ad esempio, è possible che ci sia in circolazione una marca di scarpe con lo stesso nome di un brand di bibite. L’importante è quindi che il marchio della vostra azienda risulti unico solo all’interno della categoria d’appartenenza. Quasi tutti gli articoli d’abbigliamento, che vanno registrati, appartengono alla classe 25. Oltre all’abbigliamento tradizionale, questa classe di marchi comprende anche vestiti sportivi, cappelli e cinture, ma non tutti i capi ricadono in questa categoria. Per esempio, tutti i tipi di indumenti anti-proiettili e antincendio fanno parte invece della classe 9.

Il mercato dell’abbigliamento e il mondo della moda sono molto competitivi, per questo motivo la scelta di un buon marchio non deve essere una procedura affrettata. Anzi, la grafica che si vuole realizzare deve avere un logo e una denominazione che rendano unica e distintiva la propria azienda, altrimenti la clientela protenderà verso i tuoi avversari. Una soluzione astuta potrebbe essere quella affidarsi ad un esperto professionista, come un grafico o una società di naming che sappia come far notare il marchio della tua società.

I vari tipi di marchi in circolazione

Esistono vari modi per la creazione di un marchio. Generalmente, può essere formato da un nome (magari quello dell’azienda), da una parola, che simboleggia il prodotto, o da un disegno. Oltre a variare per via della forma e del colore, i marchi si contraddistinguono anche grazie a dei simboli particolari: per i marchi non ancora registrati, ma depositati il marchio è contrassegnato con ; mentre quelli già registrati presso l’ufficio brevetti possono essere distinti dal simbolo ®.

Esistono vari tipi di marchi, in base alla categoria di prodotti per i quali devono essere usati:

 Marchio denominativo

Si chiama in questo modo perché è costituito esclusivamente da parole o da lettere, da cifre e numeri. I tipi di caratteri tipografici utilizzati di solito sono Arial o Times New Roman. Ha la possibilità di essere registrato in qualsiasi dimensione, colore e carattere di stampa ma comunque resta protetto per il suo “contenuto”; non importa la grafica che viene utilizzata.

Marchio figurativo

Per questo tipo di marchio, la protezione è garantita non solo per il contenuto denominativo, ma anche per la grafica utilizzata. Questo marchio, infatti, è formato da combinazioni alfanumeriche realizzate con grafie particolari, e con l’aggiunta di disegni o loghi e diciture. Possono essere considerati anche marchi figurativi, in base al regolamento dell’Unione Europea, quelli formati da da parole e immagini

Questo tipo di marchio, quindi, si differenzia da quello precedente, oltre che per il colore o la forma, anche per via dei caratteri e del layout di cui è composto che non sono affatto standard. Questo però non vuol dire che basta cambiare la grafica del marchio per conferirgli un carattere distintivo. Un marchio che ha le stesse parole di un altro, ma con una stilizzazione diversa può comunque rischiare di essere rigettato o ricevere contestazioni. Questo problema può essere evitato inserendo nel marchio una figura, magari un immagine o un qualcosa che si leghi concettualmente al prodotto sul quale il marchio è affisso.

Marchio di forma

Non è necessario che un marchio contenga per forza una parola o un simbolo. Esso, infatti, può essere costituito anche dalla forma del prodotto stesso o della sua confezione. Essenzialmente, da una forma tridimensionale, come ad esempio contenitori, imballaggi ecc. Basti pesare al marchio della Coca Cola che è protetta da un marchio di forma.

Attenzione però: non possono essere considerati marchi di registrazione i segni costituiti esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto. Ad esempio, non è possibile mettere come marchio di uno pneumatico una ruota di una macchina, in quanto tutti i pneumatici, per loro natura, hanno la stessa forma e quindi non sarebbero distinguibili.

Marchio collettivo

Questo tipo di marchio è uno dei più utilizzati in Italia, poiché molti commercianti di prodotti tipici, specialmente del campo alimentare, ne fanno capo. Il marchio collettivo, infatti, garantisce la qualità dei prodotti che vengono venduti da produttori diversi, come, per esempio, quelli dei consorzi di cibi e non solo. Il Parmigiano Reggiano  è un ottimo esempio di marchio collettivo, il quale è regolato dal relativo Consorzio. Vale la stessa cosa per il Vero Cuoio Italiano, che fa parte dell’Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC).

La procedura di registrazione è un po’ più complicata, perché oltre alla domanda di registrazione devono essere presentati i regolamenti riguardanti l’uso del marchio e tutti i controlli fatti da parte del soggetto preposto. I marchi collettivi però non garantiscono anche la tutela della provenienza del prodotto e la sua relativa indicazione geografica. Uno di questi tipi di marchi può contenere disegni o indicazioni per contraddistinguere il luogo in cui questi vengono prodotti, ma l’Ufficio italiano che si occupa dei brevetti potrebbe rifiutare il marchio, giustificando questo provvedimento con il fatto che potrebbe creare un pregiudizio o un privilegio verso determinate regioni.

Il marchio collettivo è uno di quei tipi di contrassegni che svolgono una funzione di garanzia. Questo perché garantisce che i prodotti o i servizi da esso contraddistinti proteggano determinate caratteristiche: ad esempio l’origine e la loro qualità. Uno tra i marchi collettivi più rinomati è il marchio Pura Lana Vergine, il quale protegge i prodotti e garantisce alla clientela una particolare qualità di lana.

Foto: MERITA.BIZ; Avvocato360; Ufficio Brevetti; Gang of Four; Il Latte

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