Serie TV

Netflix: “Tredici” e il rischio suicidio negli adolescenti

Chi guarda Tredici non ne parla coi genitori

Come si sa, Tredici (13 Reasons Why) è una serie televisiva prodotta da Netflix e creata da Brian Yorkey. È basata sul romanzo 13 di Jay Asher. La storia ha a che fare con gli avvenimenti che seguono al suicidio di Hannah Baker, un’adolescente che lasciato dietro di sé una registrazione in cui spiega i 13 motivi che l’hanno spinta a quel gesto disperato.

Le prime due stagioni sono state pubblicate rispettivamente a marzo 2017 e a maggio 2018 sul servizio di video on demand di Netflix.
La critica ha accolto positivamente la serie, elogiando la prova degli attori e l’approccio della serie a temi così delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l’omosessualità.
Tuttavia la rappresentazione aperta di queste situazioni ha provocato polemiche e controversie in molti Paesi. Soprattutto con riguardo al suicidio.

Adesso, uno studio realizzato da Psychiatry Online sembrerebbe confermare le perplessità di molti: parrebbe infatti che gli adolescenti a rischio di suicidio siano particolarmente vulnerabili di fronte alla rappresentazione che ne viene fatta nella serie tv.

Tra i partecipanti alla ricerca, tutti giovani, il 51 per cento, infatti, ha ammesso di aver provato delle inquietudini rispetto al tema, e questo dopo l’inizio della trasmissione della serie Netflix.

Lo studio ha anche rivelato che l’84 per cento degli adolescenti è solita vedere Tredici in solitudine.
Rispetto poi all’eventualità di parlarne con altre persone, gli adolescenti intervistati all’ottanta per cento hanno detto che probabilmente lo avrebbero fatto con gli amici e solo meno della metà hanno detto che forse ne potrebbero parlare anche coi propri genitori.
Il che può far concludere che in realtà è molto improbabile che ciò accada davvero.

Malgrado tutto questo, però, Netflix ha deciso di confermare la serie per una terza stagione (che sarà rilasciata nel 2019).

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