Fotografia

Il New York Times sta digitalizzando milioni di foto d’archivio nel cloud di Google

Un progetto collaborativo per riportare in vita le fotografie conservate negli archivi

Il seminterrato del New York Times, amorevolmente noto come “l’obitorio”, ha un impressionante archivio di circa 6-8 milioni di fotografie risalenti alla fine del 1800. E, con l’aiuto di Google Cloud, queste immagini storiche insieme ai dati, in gran parte scritti a mano, saranno presto digitalizzati.

L’obitorio è ciò che rende Times il Times“, afferma Jeff Roth, ricercatore e archivista della collezione in un nuovo video che promuove la collaborazione, “È la storia del mondo attraverso gli occhi del New York Times“.

Nel 2015 in seguito al parziale allagamento delle stanze dove sono ospitati gli archivi, l’azienda decise di mettere in salvo le foto iniziando l’opera di digitalizzazione.

L’obitorio è un tesoro di documenti deperibili che sono una cronaca inestimabile non solo della storia del Times, ma di quasi più di un secolo di eventi globali che hanno plasmato il nostro mondo moderno“, afferma Nick Rockwell, chief technology officer, The New York Times.

Le foto finiranno per vivere in un sistema di gestione delle risorse che permetterà agli editori di Times di cercare nell’archivio e scoprire storie dimenticate e non raccontate.

La scansione della parte posteriore di ogni immagine è il punto in cui entra in gioco la tecnologia di apprendimento automatico di Google. Molte delle immagini nell’archivio contengono infatti note scritte a mano e titoli incollati sul retro. L’API di Google Cloud Vision può effettivamente leggere la parte posteriore sull’immagine e aggiungere contesto ai documenti.

In definitiva, la speranza è che la collaborazione renderà la storia negli archivi del New York Times più accessibile e utile a livello universale.

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