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Amazon annuncia Graviton, la sua CPU ARM

Si chiama Graviton il processore basato su architettura ARM con cui il colosso del cloud computing vuole provare a svincolarsi da Intel.

Non solo Intel e AMD, il mercato delle CPU (ed in generale di hardware) si arricchirà di una nuova importante realtà proveniente dal settore cloud. Stiamo parlando di Amazon. Infatti nelle scorse ore, il colosso di Seattle ha annunciato l’ingresso nel suo parco macchine AWS di Graviton, una CPU progettata e realizzata per i suoi data cente, che si basa su architettura ARM e che sarà al centro di nuove istanze EC2. Graviton nasce in seguito ad un’acquisizione condotto dal gigante di Seattle negli scorsi anni, quando rilevò gli Annapurna Labs.

È evidente che, con questa mossa, l’obiettivo di Amazon è quello di raggiungere un maggiore grado di indipendenza, provando a svincolarsi dai piani di sviluppo di aziende del settore come Intel. In questo periodo, la casa di Santa Clara si trova a dover fronteggiare una massiccia richiesta di CPU, trovando non poche difficoltà a soddisfare i propri clienti.

I vantaggi dell’avere un hardware proprietario

I vantaggi che Amazon ricava dal creare un hardware proprietario sono molteplici: è in grado di sviluppare un prodotto sempre più mirato per determinati carichi, può liberarsi dalle tempistiche di aggiornamento delle CPU di aziende (come la già citata Intel) e soprattutto può risparmiare una notevole quantità di denaro. Fondi che può semplicemente incassare oppure investire, proponendo servizi a prezzi vantaggiosi e provando ad incrementare i suoi clienti.

Ad oggi l’azienda di Jeff Bezos non ha manifestato alcuna intenzione di implementare Graviton nei suoi sistemi cloud, tuttavia a prima impressione sembrerebbe essere la soluzione migliore per cercare di ridurre quanto più possibile i rischi derivanti dall’affidarsi ad un fornitore. Qualche settimana fa, era stato siglato l’accordo tra AWS e AMD che sanciva l’utilizzo delle CPU EPYC.

Le prime indiscrezioni

Purtroppo il gigante del cloud computing non ha ancora diffuso maggiori dettagli di natura tecnica su Graviton, tuttavia un articolo pubblicato da The Register ha rivelato qualche informazione in più. Secondo quanto riportato dalla testata londinese, AWS è stata molto vicino ad integrare all’interno dei propri sistemi alcuni chip ARM che sono stati sviluppati in precedenza da AMD. “Fino all’inizio del 2015, Amazon e AMD stavano lavorando insieme su un processore server ARM a 64 bit”, è quello che si legge nel pezzo. Un progetto che a quanto pare ebbe vita breve dopo che AMD non fu in grado di rispettare le specifiche a livello di prestazioni richieste da Amazon.

Il passaggio di consegne

È cosa già nota che per diversi anni AMD abbia investito sullo sviluppo dell’architettura ARM a 64 bit, arrivando ad annunciare l’Opteron A1100 (il cui nome in codice guarda caso era Seattle, la città che ospita il quartier generale di Amazon), un prodotto che giunto sul mercato riscontrò uno scarso successo. A quanto pare fu proprio a quel punto che Amazon decise di acquistare oltre alla licenza ARM, anche il progettista di SoC Annapurna Labs, a cui inizialmente venne affidato il compito di lavorare su soluzioni per l’IoT e sul chipset Nitro per la gestione della rete e dell’archiviazione in Amazon EC2.

I dettagli di Graviton

Ora il nuovo progetto sviluppato dai progettisti di Annapurna Labs per Amazon è Graviton. Stando alle indiscrezioni lanciate da The Register, la CPU dovrebbe essere un misto di soluzioni ARM “pure” e correttivi apportati internamente e si basa su core ARM Cortex-A72 a 2,3 GHz con supporto ai 64 bit. Non poteva mancare inoltre l’accelerazione hardware per i calcoli in virgola mobile, le unità SIMD e il supporto a diversi algoritmi come AES, SHA-1, SHA-256, GCM e CRC-32.

“I processori AWS Graviton sono una nuova linea di processori progettati su misura da AWS che utilizzano l’ampia esperienza di Amazon nella creazione di soluzioni di piattaforma per applicazioni cloud su larga scala”, ha dichiarato il portavoce di Amazon a The Register.

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